Shirley Jackson: L’ultima erede del gotico

Articolo di Cesare Buttaboni (2)Shirley JacksonShirley Jackson va considerata come colei che raccolto l’eredità  della nobile tradizione del romanzo gotico rinnovando questo genere letterario con sensibilità moderna. Scrittori attuali di horror come il famosissimo Stephen King e Richard Matheson hanno dichiarato di essere stati influenzati dalla sua scrittura ricca di suggestioni inquietanti nel segno di “un nuovo gotico americano”. Il suo stile raffinato e elegante, caratterizzato da sottili allusioni che creano un’atmosfera perturbante senza ricorre all’utilizzo di effetti grossolani, la mette in ogni caso un gradino sopra i suoi colleghi di genere. Il grande critico letterario americano di fantastico e esperto di H.P.Lovecraft S.T.Joshi ha dedicato alla sua figura un notevole saggio (Shirley Jackson: the Domestic Horror)  scrivendo che “Shirley Jackson and Ramsey Campbell are the two leading writers of weird fiction since Lovecraft”.

Shirley Jackson - The haunting of hill houseNacque  a San Francisco nel 1916 e morì nel 1965, a soli 48 anni, a causa di un attacco di cuore durante il sonno. La sua salute era ormai precaria da tempo a causa del peso eccessivo e dal fatto che fosse una forte fumatrice. Si pensa che la sua morte sia stata favorita dagli psicofarmaci che stava assumendo. Sposata con Stanley Edgar Hyman, un noto critico letterario, ebbe quattro figli e narrò le sue esperienze autobiografiche di vita familiare in alcuni volumi di un certo successo all’epoca fra il pubblico. Scrisse anche libri per bambini e fece un adattamento per il teatro di Hansel e Gretel. La sua fama ebbe inizio nel 1948 quando pubblicò, sulla famosa rivista New Yorker, il racconto The Lottery (La Lotteria): molte furono le lettere di protesta scritte da parte del pubblico, sconcertato e spaventato dall’eventualità che certe cose potessero “davvero succedere”. La Jackson rese noti successivamente i dettagli della vicenda nel volume postumo Come Along With Me (1968). La Lotteria è oggi ritenuto uno dei racconti più rappresentativi della letteratura americana e mette in luce il lato oscuro e sinistro della piccola e tipica città americana. Sull’onda del clamore ottenuto grazie a questa storia, la Jackson continuò a scrivere racconti e romanzi che incontrarono il gradimento dei lettori. Uno dei romanzi più famosi da lei scritti è senza dubbio The Haunting of Hill House (L’incubo di Hill House) pubblicato nel 1959, il libro è ritenuto la migliore storia mai scritta sulle case infestate. Ecco l’incipit del romanzo:

“Nessun organismo vivente può continuare per molto a mantenere la propria sanità mentale in condizioni di assoluta realtà; anche gli uccellini e le cavallette, dicono, sono capaci di sognare. Hill House, insana, stava da sola contro le colline, contenendo in sé solo il buio, era stata così per ottant’anni e poteva rimanere tale per altri ottanta. All’interno, le pareti continuavano a essere erette, i mattoni a stare uno accanto all’altro, i pavimenti erano saldi  e le porte erano assennatamente chiuse, il silenzio si stendeva sul legno e la pietra di Hill House, e qualsiasi cosa vi fosse dentro, era sola.”

Stephen King ritiene questo paragrafo così esemplare e perfetto che, nella sua dettagliata  analisi di The Haunting of Hill House fatta in Danse macabre – il suo ponderoso saggio dedicato all’horror – scrive testualmente: “Io credo ci siano pochi, forse nessuno, brani descrittivi così eleganti nel linguaggio inglese”. King si sofferma molto su questo libro in quanto lo ritiene una delle pietre d’angolo del nuovo gotico americano. In questo senso la casa stregata si allontana dagli stereotipi del vecchio romanzo gotico e rappresenta uno “specchio simbolico” dell’io. Si tratta di un libro dove è presente, a differenza di molta parte della sua produzione nera, il soprannaturale. La Jackson eccelle nella caratterizzazione dei personaggi e in particolare di quelli femminili, dipinti in possesso di una particolare sensibilità che li rende capaci di vedere l’esistenza di una realtà nascosta al di là di quella quotidiana. Il personaggio di Eleanor Vance qui descritto è memorabile. Eleanor brama un’altra realtà, ne è ossessionata in quanto la sua condizione è miserevole, la madre è morta e a 32 anni e si ritrova schiava della sorella e del suo consorte. Decide così di fuggire e recarsi a Hill House rispondendo all’annuncio del professor Montague. Si unisce così al gruppo di persone da lui chiamate per indagare i fenomeni paranormali che si verificherebbero nella casa. Eleanor vive di fantasie, immagina castelli incantati dove poter vivere come una regina e  Hill House inizialmente sembra far avverare tutte le sue fantasticherie. Hill House – descritta come il trionfo dell’estetica del gotico con guglie, torrette, piena di labirinti, porte chiuse e angoli “sbagliati” – è però il male e si rivelerà un microcosmo dove forze imponderabili finiranno per risucchiare la mente di Eleanor.

Gli Invasati di Robert WiseDa questo libro venne anche tratto Gli invasati, un bel film di Robert Wise nel 1963 oltre a Haunting –Presenze nel 1999. Anche in We’ve always lived in the Castle (Abbiamo sempre vissuto nel castello) , pubblicato nel 1962 e indubbiamente uno dei grandi romanzi gotici del ‘900, ritroviamo nel personaggio di Merricat un’altra figura femminile indimenticabile. Assistiamo a un’angosciante storia di misantropia in cui due sorelle vivono, isolate dal mondo esterno, con lo zio invalido nella grande dimora dei loro familiari morti avvelenati.  Merricat descrive quella che sembra un’esistenza tranquilla e idilliaca in cui hanno raggiunto la felicità. Nella fantasia di Merricat la casa in cui vivono è davvero diventata il castello dei suoi sogni. L’arrivo di un cugino farà precipitare la situazione. L’atmosfera morbosa e irreale e le sottili allusioni trasportano il lettore in una condizione di angoscia in cui si sente disorientato e avverte vivida la presenza del Male. Risulta davvero calzante, per definire le conturbanti atmosfere di questo romanzo, la definizione di “orrore domestico” che il critico S.T.Joshi ha coniato per la Jackson. In Italia, prima della nuova edizione Adelphi, il libro era uscito con il discutibile titolo Così dolce così innocente. Purtroppo ancora inedito da noi è invece The Sundial (1985), inserito da Stephen King, nel citato Danse macabre, nella lista dei romanzi horror fondamentali così come inediti rimangono Come along with me (1968) e i romanzi mainstream. Molti dei racconti sono stati riuniti in Italia in Demoni amanti, splendida raccolta che racchiude alcuni dei piccoli gioielli di horror psicologico della Jackson, eccellente anche nella narrativa breve. Adelphi, nel 2007, ha pubblicato La Lotteria, una scelta, francamente scarna, che riunisce solo quattro storie. Oltre a “The Lottery”, altri suoi racconti da ricordare sono “The Summer People” (“Gente d’estate”), in cui due villeggianti vengono isolati dalla comunità e, non avendo più i mezzi per lasciare la loro abitazione, vengono condannati a una misera fine e The Beautiful Stranger (Il meraviglioso estraneo), dove la protagonista si trova di fronte un nuovo marito, apparentemente uguale al precedente ma in realtà completamente diverso. Un altro tipico esempio della sua produzione in cui ci troviamo di fronte a una nuova realtà che crea sconcerto in chi legge.

THLTTRDVNT1960Shirley Jackson rimane indubbiamente una delle più importanti autrici della letteratura horror. La sua prosa, caratterizzata da allusioni e atmosfere morbose, continua ad affascinarci e citrasporta in una dimensione irreale.

Bibliografia italiana (essenziale)

La casa degli invasati – (Siad 1979; Mondadori 1989,1993,1998) – prima edizione di The Haunting of Hill House

L’incubo di Hill House – (Adelphi 2004) – nuova edizione di The Haunting of Hill House

Così dolce, così innocente (Mondadori 1991) – prima edizione di We’ve always lived in the castle

Abbiamo sempre vissuto nel castello (Adelphi 2009) – nuova edizione di We’ve always lived in the castle

Demoni amanti  (Mondadori – Mystbook n.11 – 1991)

La lotteria (Adelphi 2007)

Hypnos – rivista di letteratura e fantastico n. 8 (contiene l’articolo di Andrea Giusto “Shirley Jackson. Ossessione e orrore” e i racconti Bollettino e L’autobus – Edizioni Hypnos Milano 2011)

Cesare Buttaboni

USA. New York City. 1940s. Shirley JACKSON, author of "The Lottery". Contact email: New York : photography@magnumphotos.com Paris : magnum@magnumphotos.fr London : magnum@magnumphotos.co.uk Tokyo : tokyo@magnumphotos.co.jp Contact phones: New York : +1 212 929 6000 Paris: + 33 1 53 42 50 00 London: + 44 20 7490 1771 Tokyo: + 81 3 3219 0771 Image URL: http://www.magnumphotos.com/Archive/C.aspx?VP3=ViewBox_VPage&IID=2K7O3RB9TZD5&CT=Image&IT=ZoomImage01_VFormL’AUTRICE

Shirley Jackson (San Francisco, 14 dicembre 1916 – Bennington, 8 agosto 1965) è stata una scrittrice e giornalista statunitense. Particolarmente nota come autrice de L’incubo di Hill House del 1959 e La lotteria, ha esordito scrivendo per la prestigiosa testata The New Yorker nel 1948. Nella sua carriera ha scritto anche opere per bambini, come Nine Magic Wishes, e persino un adattamento teatrale di Hansel e Gretel, dal nome The Bad Children. Nel 1965 la Jackson muore per infarto durante il sonno, all’età di 48 anni. Si pensa che la cura a base di psicofarmaci che stava facendo possa aver contribuito.

Articolo già apparso in precedenza su VER SACRUM al link: http://www.versacrum.com/vs/2012/05/shirley-jackson-%E2%80%9Cl%E2%80%99ultima-erede-del-gotico%E2%80%9D.html