Recensione: “Terreno di sepoltura” (2016) di Davide Camparsi

Elena Vetereterreno-di-sepoltura-9788898739899Una terra maledetta, un segreto che affonda le radici in un orrore antico come il mondo. Harold lo sa bene e suo è il compito di proteggere questo segreto. Ma fino a che punto è lecito compiere il male a favore di un bene più grande? O sacrificare degli innocenti per salvare i propri cari? Sono queste le domande che affliggono Harold mentre impugna la vanga contro il profilo tenebroso del Corno Nero. Interrogativi che ben presto tormenteranno anche suo figlio, Piccolo Jack, perché quello sotto la montagna è un dio volubile, primordiale e soprattutto affamato.
E qualcuno lo deve nutrire.

Titolo: Terreno di sepoltura | Autore: Davide Camparsi | Racconto | Editore: Nero Press | Anno di pubblicazione: 2016 | Pagine: 49 | Prezzo ebook: € 1,49

Terreno di sepoltura di Davide Camparsi ( 2016 ) è un racconto oscuro, di scrittura semplice ma di buon impatto. Pur nella forma contenuta di 49 pagine, l’autore non si limita alla narrazione di una vicenda maledetta, puntando invece a compiere un passo ulteriore dovuto alla volontà di indagare le contraddizioni interiori dei tre personaggi principali. La triade composta da padre ( Harold ), figlio ( Piccolo Jack ) e zio ( Gustav ) funziona come un’unica entità dal triplice carattere e dalle triplici problematicità che garantisce la partecipazione emotiva del lettore ad ognuno dei tre modi di affrontare la terribile situazione in cui si verificano gli eventi.

In questo racconto, la terra, quel suolo che dovrebbe essere caldo e materno, non è soltanto maledetto ma custodisce un segreto antico, che si tramanda nella famiglia di padre in figlio e che diventa, in questo modo, un segreto ancestrale ma familiare, che pure ha ripercussioni gravissime sull’incolumità dell’umanità intera.

La terra feconda diventa terreno di sepoltura. Proprio sotto la montagna si annida un essere, divino e bestiale, che pretende di essere sfamato, un nume tutelare che non tutela nemmeno la famiglia a cui fa riferimento e la quale, suo malgrado, si preoccupa di gestir le pulsioni delle fauci nascoste; questo dio è spietato e non risparmia tragedia e sofferenza per un ritardo nella consegna del cibo prediletto.

L’incertezza fa vacillare i tre personaggi: Harold è devastato dai dubbi, domandandosi se sia opportuno il sacrificio di un essere umano per la salvezza di molti oppure, in seguito alla perdita della moglie Hanna, si chiede se non sia meglio proteggere i propri affetti a discapito dell’umanità; Piccolo Jack, nel suo cuore di bambino è dominato dalla rabbia e si pone le stesse domande del padre così come lo zio Gustav, fratello di Hanna, che, da prete, cerca di condurre Harold sulla giusta via da percorrere, che non è necessariamente quella più ortodossa.

Il finale segna l’epilogo della storia soltanto per poco, il segreto c’è, continua a muoversi sotto terra e a chiedere di essere sfamato, invia segnali devastanti, poco chiari all’umanità ma intellegibili dalla mano che nutre.

Terreno di sepoltura di Davide Camparsi è un racconto valido, un’ottima acquisizione per la Nero Press Edzioni.

Elena Vetere

rs_DavideL’AUTORE

Davide Camparsi. Nato a Verona nel 1970, vive e lavora come architetto. Da sempre appassionato lettore, si dedica anche al disegno e alla fotografia. Ha iniziato da poco a scrivere e partecipare a concorsi letterari. Il racconto “Perché nulla vada perduto” vince la XIX edizione (2013) del Trofeo RILL, ed è stato pubblicato nella Collana Mondi Incantati.