Recensione: “Punto di saturazione” (2016) di Gianfranco Nerozzi

Articolo di Francesco Corigliano9788865308653-punto-di-saturazioneRino Berti è un uomo sconfitto dalla vita. Preda di una famiglia imperfetta, ha avuto un brutto incidente e ha perso tutto: il lavoro, la casa, e adesso si sente il cuore vuoto, la testa occupata da una sofferenza senza via di uscita. Calimero Massei è un guaritore in grado di aiutarlo, un uomo che possiede un dono: la capacità di dare sollievo alle menti provate di coloro che non riescono più ad accostarsi a sé stessi. Già da tempo conduce sperimentazioni con i malati di mente per curare le loro patologie interiori. Berti e Massei, due uomini agli antipodi di una tregenda terapeutica: che si incontrano e si scontrano, facendo scaturire un incubo senza via di uscita… Una famiglia normalmente distrutta: marito, moglie e figlioletta, accompagnati dall’insofferenza reciproca e da un odio sotterraneo irresistibile, mentre viaggiano in una notte confusa di nebbia e di angoscia, si trovano a scappare da qualcosa di ringhiante che li sta attendendo. Una belva nascosta che cresce e trasforma. Il commissario Ruben Costa, anche lui perso in quella coltre di vapori irreali, mentre la luna piena incombe da qualche parte lassù, assoluto eroe per caso, dovrà affrontare la Bestia e fermare le sue zanne, assaporandone gli artigli: dentro al cuore ed oltre. Il mito del licantropo rivisitato e corretto dal poeta del brivido, in una delle sue storie di esordio.

Titolo: Punto di saturazione | Autore: Gianfranco Nerozzi | Editore: Delos Digital | 2016 | Formato: ebook | A cura di Luigi Boccia | Pagine: 64 |

Punto di saturazione di Gianfranco Nerozzi è il primo elemento di una trilogia (già pubblicata da Urania nel 2003) che funge da prologo al suo romanzo L’urlo della mosca, e si propone tra l’altro di rivisitare in chiave contemporanea il tema della licantropia. Questo argomento, ricorrente nell’horror più classico, è affrontato attraverso il filtro delle teorie scientifico-esoteriche: il protagonista Berti, in seguito ad un incidente autostradale e nel pieno di una crisi esistenziale – truffato da un socio in affari, odiato da una moglie che forse lo ha anche tradito – avverte dentro di sé delle energie e delle pulsioni inspiegabili, che lo tormentano e lo fanno soffrire. Dopo aver cercato invano nella scienza ufficiale si rivolge ad un guaritore, esperto in un metodo di cura alternativo basato sull’equilibrio di energie all’interno della psiche, che però finisce involontariamente con il peggiorare la situazione, facendo esplodere all’interno di Berti la forza oscura che lo insidiava, e predisponendolo alla trasformazione in qualcosa di bestiale (forse un licantropo, ma forse no); Berti massacra sua moglie e rischia di uccidere anche la propria figlioletta, che viene però tratta in salvo da un alienato sullo stesso posto dell’efferata aggressione. Il pazzo – nient’altro che un pover’uomo incapace di comunicare propriamente – viene quindi ucciso dal commissario Costa, che lo crede un rapitore ed assassino, e che viene ferito dal mostro in cui s’è tramutato Berti prima che questi, spaventato dai colpi di pistola del commissario, fugga per essere provvidenzialmente investito da un tir e ucciso. Il commissario Costa, anche lui nel mezzo di una vita squallida e mortificante, sembrerà influenzato dalla ferita infertagli da Berti e sempre più vicino a raggiungere, allo stesso modo, il punto di saturazione.

Questo romanzo breve – che è in realtà più assimilabile ad un racconto lungo – interrompe proprio in un momento focale la narrazione, lasciando il lettore in sospeso e curioso di sapere che cosa accadrà in seguito. La suspense sembra così creata in un modo un po’ artificiale (quasi con una violenta e repentina mutilazione della narrazione) ma resta senz’altro viva e autentica, lasciando il desiderio di conoscere qualcosa di più a proposito dell’energia animalesca che ristagna all’interno dei personaggi. Questo tema, evidentemente punto centrale di tutta la storia, non è forse molto originale – facendo leva sull’accostamento mostruosità/quotidianità al quale ci ha abituato tanta horror fiction degli ultimi decenni del Novecento – ma è trattato in maniera degna e abbastanza avvincente. Di certo per apprezzare appieno il lavoro di Nerozzi è necessario leggere tutta la trilogia, e soprattutto percepirla come introduzione ad un lavoro più vasto come in effetti è il ciclo Cry-Fly. La nebbiosa ambientazione nord-italiana contribuisce a creare un’atmosfera di effetto adeguato per la narrazione; la riproposta di questo testo da parte di Delos Digital è un buon incentivo per andare a riscoprire l’opera di un autore che ha contribuito in modo interessante al panorama orrifico del nostro paese.

Francesco Corigliano

gianfranco-nerozziL’AUTORE

Gianfranco Nerozzi (1957) è uno scrittore italiano di horror, thriller e di libri per ragazzi. Vive a Sasso Marconi, in provincia di Bologna. Ha pubblicato numerosi racconti su riviste e antologie (Stampa Alternativa, Giallo Mondadori, Diesel, Achab). È autore di romanzi e racconti, molti dei quali apparsi su riviste e antologie specializzate e dedicate al fantastico, al giallo e al thriller. Tra le raccolte più note e recenti che contengono suoi lavori Anime nere, edita da Arnoldo Mondadori Editore, e Incubi, edita da Baldini & Castoldi. Ha scritto alcuni romanzi sotto pseudonimi, tra i quali il suo romanzo d’esordio, l’horror Ultima pelle pubblicato come F.J. Crawford (Edizioni Eden, 1991). Con lo pseudonimo Jo Lancaster Reno (il cognome è l’anagramma di “Nero”, abituale nickname dello scrittore) ha inoltre firmato una serie di romanzi di avventure spionistiche appartenenti al ciclo Hydra Crisis e pubblicati da Mondadori nella collana tascabile Segretissimo. L’autore predilige ambientazioni urbane contemporanee (la maggior parte delle sue storie si svolgono nella natìa Emilia-Romagna), e affianca a trame tipiche del romanzo poliziesco e noircontenuti soprannaturali e horror, con sviluppi narrativi che raramente conducono al lieto fine.  È docente di scrittura di thriller nella scuola “Incubatoio 16” di Carlo Lucarelli e membro del direttivo dell’Associazione scrittori di Bologna. Organizza e interpreta reading musicali: in particolare cura la rassegna Le forme dell’espressione, al teatro di Sasso Marconi, sua città di residenza, insieme ad artisti del calibro di Pupi Avati e Carlo Lucarelli. Ha creato, assieme ad alcuni colleghi scrittori, il laboratorio di scrittura “Zanna Bianca”. Ha collaborato alla realizzazione della prima stagione della serie televisiva Il tredicesimo apostolo – Il prescelto prodotta da Taodue, in veste di soggettista e di co-sceneggiatore. Oltre a scrivere, Nerozzi è pittore e ha militato come batterista in un gruppo rock dell’area bolognese. Ha partecipato a concerti assieme a gruppi stranieri come gli Uriah Heep e a Lucio Dalla. Ha partecipato al CD Sguardi d’istinti del compositore Flavio Piscopo. Pratica il karate, di cui è cintura nera, ed è cultore di arti marziali. (Fonte: Wikipedia)