Recensione: “Nelle crepe” (2016) di Luigi Musolino

Articolo di Max RuzzanteNelle crepeRecensione «Nelle crepe» collana Miskatonic nr.2 di Luigi Musolino Rosella è prossima alla fine. Anche il vecchio Giaco è ormai prossimo alla fine. Giunto alla soglia dei novant’anni, inizia a perdere qualche colpo e teme sempre più la minaccia della demenza senile che lo scollegherà completamente dal mondo. Rosella invece non è una persona, ma un quartiere un tempo popoloso e vivace e ora stritolato dalla crisi che l’ha trasformato in un ammasso di palazzi vuoti e in preda all’incuria. Qualcosa però si muove nel sottosuolo, nelle fogne e nelle viscere di Rosella. Qualcosa di mostruoso e di terribilmente affamato. Le orripilanti voci che Giaco sente, sono reali o sono solo frutto della malattia incombente? Può essere che, come accade per gli edifici abbandonati, anche la sua mente si stia riempiendo di crepe?

Titolo: Nelle crepe | Autore: Luigi Musolino | Collana Miskatonic 2, Vincent Books editore – Settembre 2016, 62 pag. 5,90 € | ISBN 9788899497187 | Copertina: Elia Bonetti | Illustrazione interna: Gino Andrea Carosini

Prosegue la Collana Miskatonic con la seconda uscita,oggi parleremo di uno scrittore piemontese di grande talento che si è distinto in numerosi concorsi letterari di genere e autore di diverse raccolte di racconti(Bialere – storie da Idrasca, Oscure regioni 1&2) tutte di ottimo livello. Per la collana in questione ha partorito una sorta di novella dove l’orrore non è espresso (solo) nel fantastico e nel sovrannaturale, ma si cela nella malattia, nella vecchiaia e nella solitudine. Il protagonista un ultraottantenne con qualche acciacco e soprattutto con un inizio di demenza senile. Vedovo da 15 anni della sua adorata moglie Piera e con la sola compagnia del merlo Faustino, residente in quello che un tempo era un quartiere rinomato e che ora è abbandonato a se stesso nel degrado urbano più totale. Un giorno l’uomo scorge una crepa nel muro di casa, è l’inizio di un incubo dove il desiderio di tornare a essere una persona in salute spingerà il protagonista a compiere atti crudeli suggeritegli dalle voci che si celano all’interno delle crepe e che lo ossessioneranno fino al drammatico epilogo. Lo stile ricercato dell’autore paga il debito con i grandi mentori del genere; echi lovecraftiani si trovano in varie situazioni della storia, tra oscuri libri simbolici e creature che si annidano nel sottosuolo come sirene attirano il protagonista verso il baratro della follia. Il degrado urbano del quartiere Rosella che si respira a ogni pagina è il cuore pulsante del racconto e mi ha ricordato gli scenari dei distretti di Liverpool che lo scrittore britannico Ramsey Campbell – maestro in questo genere di narrazione – amava tratteggiare nei suoi romanzi e racconti. In definitiva un ottimo racconto che si staglia decisamente sopra la media nel panorama letterario weird horror italico e che proietta Musolino sempre di più in quella ristretta cerchia di scrittori che con il loro stile, tendono a emergere dalla massa.

Max Ruzzante

Luigi MusolinoL’AUTORE

Luigi Musolino, piemontese, classe 1982, si mette in luce vincendo svariati premi e concorsi letterari; tra i più noti il Trofeo RiLL (in due occasioni) e il Premio Hypnos. Autore per WILDBOAR dell’antologia in due volumi “Oscure regioni”, alcuni suoi racconti sono stati anche pubblicati all’estero (USA, Irlanda). Molto versatile, occasionalmente può ricoprire con ottimi risultati anche il ruolo di traduttore e curatore. Il suo stile è un riuscitissimo cocktail tra il modern weird di stampo anglosassone e l’horror più estremo, con decisi richiami al folklore e alle credenze popolari risalenti ad un’Italia agricola ormai scomparsa. Discreto maratoneta, possiede indiscusse doti sciamaniche.