Recensione: “L’isola” (Island, 1991) di Richard Laymon

Articolo di Francesco CoriglianoATTENZIONE LA SEGUENTE RECENSIONE CONTIENE SPOILER!

l'ISOLADa soli e in segreto

Il diciottenne Rupert Conway accompagna la famiglia della sua fidanzata Connie in un viaggio in barca attraverso i Caraibi. Ma la vacanza dura ben poco, il loro yacht esplode misteriosamente, mentre tutti si trovano sulla spiaggia di un’isola deserta, sulla quale restano intrappolati. Ma l’isola non è disabitata come sembra, c’è qualcuno nascosto nella fitta giungla, forse un sadico killer psicopatico, che prende di mira i naufraghi e inizia a farli fuori nell’ombra, uno alla volta. Una mente intelligente e perversa che sembra avere un particolare dono per l’agguato, la tortura e il massacro, e degli obiettivi ben precisi. Una caccia umana, delirante, una storia ‘sex and gore’ nello stile classico dell’autore, un romanzo pieno di soprese e di inattesa malvagità e depravazione. 

Titolo: L’isola | Autore: Richard Laymon | Editore:  Independent Legions Publishing | ISBN 978-88-99569-22-8 | Titolo originale: Island (1991) | Pubblicazione: 26 Agosto 2016 | Illustrazione di copertina di Alan M. Clark | Traduzione: Alessandro Manzetti | Formato cartaceo; Pagine: 415 | Lingua: Italiano | Prezzo di copertina Edizione Cartacea: € 19,24 |Link Amazon Edizione Cartacea | Formato eBook disponibile dal 31 Agosto Prenotabile su Amazon

Il tema del naufragio su un’isola deserta affascina da tempo la letteratura occidentale. Non soltanto perché si tratta di un’ambientazione interessante – dove la natura torna ad avere un’influenza preponderante sulla vita dell’uomo – ma anche perché, nella sua segregazione, può trasformarsi nello scenario perfetto per lo scatenarsi delle più oscure pulsioni umane.

IslandL’isola di Laymon affronta esattamente questo tipo di materie, descrivendo le crudeltà subite (e perpetrate) da un gruppo di naufraghi, costretti a fare i conti con un assassino. La storia è descritta attraverso il diario di uno dei protagonisti, il giovane Rupert, che riporta giorno per giorno le difficoltà che il gruppo di sette sopravvissuti affronta per evitare di finire uccisi. Molto presto nel corso della narrazione si capirà chi è il colpevole, sebbene le sue motivazioni restino poco chiare fino a circa due terzi del romanzo. Ma i protagonisti – e con loro il lettore – si fanno un’idea abbastanza precisa delle motivazioni del massacro, che coinvolge esclusivamente gli uomini: l’autore di tanti orrori vuole tenere per sé tutte le donne sull’isola.

Così, il romanzo si scopre come qualcosa di ben diverso dalla classica storia di sopravvivenza. Certamente si fa sentire l’influenza di Robinson Crusoe e soprattutto de Il signore delle mosche, con un’atmosfera torbida che miscela tendenze primordiali e primitive pulsioni assassine; tanto Rupert quanto le altre protagoniste si dimostrano violenti e pronti ad uccidere – ben consapevoli delle conseguenze del gesto e soprattutto del piacere che in essi è insito. Scoprirsi così bestiali e disposti alla brutalità instilla il sospetto in ogni membro del gruppo, e il lettore giunge a dubitare anche della sincerità della voce narrante.

Eppure c’è qualcosa in più, un qualcosa che fa capolino già dalle prime pagine del diario di Rupert: la sua ossessione per il corpo femminile e per il sesso. L’insistere continuo sulle bellezze di Connie, Billie e Kimberly è estremo, e sebbene il pubblico possa pensare che esso sia servito a Laymon per rendere la psicologia di un diciannovenne bloccato su un’isola deserta con bellissime donne – stratagemma di per sé comprensibile, ma del quale sembra che si abusi – è soltanto nel finale che esso manifesta la sua vera funzione.

2_5_origL’autentico protagonista del romanzo è, infatti, l’inconscio di Rupert; esso si trattiene per buona parte del romanzo, consentendosi degli sfoghi soltanto nel diario e nella fissazione sulla materiale sessuale, finché nel finale si manifesta la possibilità di diventare effettivamente il padrone delle donne bloccate sull’isola. Rupert, nonostante sappia bene in che modo è possibile liberarle, preferisce non dirglielo e tenerle prigioniere in delle gabbie (nelle quali le aveva costrette l’assassino), godendo della loro vista – e in certi casi non solo – e divenendo finalmente il dominatore di quelle che per buona parte della narrazione aveva chiamato le “sue” donne. Sono perciò emblematici anche i sogni e le fantasie in cui Rupert si immagina trasformato in una di loro, dotato di un corpo femminile ma mantenendo il proprio viso maschile. L’insistere sul suo voyeurismo assume allora un nuovo significato, rivelando i primi sprazzi di un’attrazione morbosa che sboccherà, appunto nel finale, nel cedimento alla propria mania. Ripensare a tutto quello che si è letto nel diario dopo aver scoperto cosa si cela in Rupert rappresenta uno degli effetti più spiazzanti del romanzo intero.

La morbosità di Rupert non si esprime soltanto nel senso di possesso, ma anche nel sadismo: quando alla fine l’assassino è alla sua mercé, il giovane protagonista non esita a seviziarlo, torturarlo e infine evirarlo, prima di ucciderlo. Attraverso un rito di castrazione che ha un che di freudiano, Rupert prende il posto dell’avversario nel dominio dell’isola e delle prigioniere, dando finalmente sfogo ad una pulsione che non era consistente soltanto nella sessualità di un giovane adulto, ma che possedeva qualcosa del torbido e del malato.

Si spiegano così anche alcuni “errori” del protagonista, che nel corso del romanzo mette a repentaglio la vita di tutto il gruppo soltanto per seguire vaghe tentazioni carnali o adducendo scuse di tipo morale, sostenendo ad esempio di non poter fare del male alle donne, anche quando queste sono pericolose; lo vediamo così evitare di colpire Thelma quando sarebbe il caso di farlo, ma anche scattare istintivamente contro Connie quando dovrebbe solo simulare di colpirla.

La psiche del ragazzo funge da filtro per rendere ancora più torbida la già violenta vicenda, e trasforma il finale in un brutto colpo per il lettore; nelle ultime pagine si sprofonda improvvisamente in un baratro di sconforto e turbamento, e nella generale atmosfera di straniamento data dalle considerazioni di Rupert emergono anche gli sprazzi di follia delle protagoniste, le quali non sono probabilmente sfuggite al tracollo mentale che gli eventi che hanno affrontato causerebbero in chiunque.

Laymon racconta tutto questo con maestria, in un fluire di fatti e dialoghi e storie che tiene ben legati alle pagine, con l’ansia di sapere cosa accadrà un po’ più avanti, un po’ più dentro la mente dei sopravvissuti braccati e cacciatori allo stesso tempo. Esistono alcune sbavature (ad esempio il fatto che Billie riesca a salvarsi dal venire bruciata viva ballando e sudando, riuscendo così a schermarsi dal fuoco, risulta un po’ irrealistico; ma anche la già citata insistenza sulla descrizione fisica delle donne, che alla lunga può infastidire) che però non oscurano la chiarezza di una narrazione avvincente e via via sempre più devastante.

La pubblicazione de L’isola per i tipi di Indipendent Legions Publishing colma un vuoto nella situazione editoriale italiana e permette di fruire in italiano di un romanzo dai toni thriller e vagamente horror di fattura meno superficiale di quanto possa apparire, e senz’altro di notevole qualità.

Francesco Corigliano

LaymonL’AUTORE

Richard Laymon, Chicago, 1947 – 2001. Vincitore del Bram Stoker Award® e di molti altri premi internazionali, ha pubblicato racconti, raccolte e romanzi, tra i quali: The Cellar (1980), Nightmare Lake (1983), Night Show (1984), Beware (1985), The Beast House (1986), Flesh (1987), Midnight’s Lair (1988), Funland (1989), The Stake (1990), Island (1991), Blood Games (1992), Dark Mountain (1992), Endless Night (1993), In the Dark (1994), Quake (1995), Bite (1996), After Midnight (1997), The Midnight Tour (1998), Along the Missing (1999), The Traveling Vampire Show (2000). Undici dei suoi romanzi sono stati tradotti in Italiano. Dello stesso autore Independent Legions ha pubblicato in lingua Italiana i racconti: Herman (Herman, 1996), La Morsa (The Grab, 1982), Vibrazioni (Good Vibrations, 1996) nell’antologia eBook I Sogni del Diavolo (Settembre 2015) e Un Buon Posto Segreto (A Good Secret Place, 1993) nell’antologia eBook Danze Eretiche – Volume 1 (Dicembre 2015). Sono inoltre in programma, per pubblicazione tra il 2017 e il 2019, in lingua Italiana, in formato cartaceo ed eBook, i seguenti romanzi dell’autore mai tradotti in Italiano: The Beast House (1986), Midnight’s Lair (1988), The Midnight Tour (1998) e Night in the Lonesome October (2001). Il racconto The Hunt sarà pubblicato nell’antologia eBook Best Italian Horror of the Year – Volume 1, in uscita a Dicembre 2016.