Recensione: “Le cose oscure” (2016) di Christian Sartirana

Articolo di Francesco Coriglianole-cose-oscureUn restauratore è chiamato a risolvere il mistero che da secoli avvolge un quadro antico, che sembra nascondere una “porta” che conduce in un mondo abitato da sconosciute creature. Una storia lovecraftiana costruita sulla suspense e sull’inquietudine.

Autore: Christian Sartirana | Titolo: Le cose oscure | Romanzo breve | Collana: Horror Story n. 4 | Editore: Delos Digital | ISBN: 9788865309452 | Pagine: 77

Le cose oscure è un racconto di Christian Sartirana pubblicato per la collana Horror Story di Delos Digital. Si tratta di una storia che sembra iniziare con un approccio classico al genere horror: un restauratore viene convocato in un’antica e isolata dimora dall’anziano proprietario di un dipinto, che vorrebbe che il protagonista si occupasse del restauro della tela. Dopo il racconto sulle origini strane e misteriose del quadro, il vecchio si ritira lasciando all’incauto artigiano la possibilità di scoprire, a sue spese, in cosa consista realmente il pericolo nascosto in quell’opera.

La struttura della narrazione è così articolata in due parti: la prima, costituita in tre capitoli e dedicata al racconto nel racconto tipico della letteratura fantastica classica, e la seconda, costituita dal capitolo finale, incentrata sugli effetti stranianti e allucinanti del quadro e su ciò che v’è nascosto dentro. Le due parti sono ben collegate tra di loro e, sebbene la prima funga sicuramente da preparazione per la seconda, trasmette il grande entusiasmo dell’autore nel narrare e nel costruire la storia travagliata della tela maledetta e del suo artefice – introducendo spunti che anticipano le atmosfere cosmiche della sezione successiva (che senz’altro molto devono a Lovecraft, e forse anche di più a Chambers). La conclusione dà una virata senz’altro contemporanea a tutto l’insieme – e probabilmente è giusto così – senza causare attriti e dando un’idea armonica di questa discesa incauta e inevitabile negli abissi di un altro mondo.

La storia convince, a parte un paio di forzature che non costituiscono certo un vero problema. La pecca del racconto consiste piuttosto nello stile, che a volte si abbandona a qualche ingenuità (soprattutto nella gestione della punteggiatura) ma che sa anche creare, con similitudini azzeccate, le atmosfere aliene legate al quadro. Nel complesso Le cose oscure è un racconto molto valido, che mette in scena un orrore cosmico non ridotto alle solite soluzioni stereotipate: non aspettatevi divinità dai nomi impronunciabili tirate fuori per imitare malamente il solito Cthulhu, né culti improbabili sperduti in giro per il mondo. Il cosmicismo – al quale sembra addirittura alludere, in modo più o meno diretto, l’anziano possessore del quadro – emerge qui nella sua componente più specifica e importante: l’emersione di qualcos’altro, di incomprensibile e alienante, descritto con toni che sfiorano l’onirico senza scadere nel surrealismo. Più che risolversi in un semplice testo horror, Le cose oscure riserva una buona vena weird che spicca piacevolmente nel panorama della scrittura italiana. Da leggere perdonando qualche scivolone stilistico ed apprezzando gli spunti fantastici, numerosi e interessanti.

Francesco Corigliano

L’AUTORE

Christian Sartirana è nato l’11 novembre del 1983 a Casale Monferrato. Autodidatta, lavora come artigiano rilegatore e restauratore di libri antichi ed è da sempre appassionato di storie del terrore. Ha esordito come autore nel 2013 pubblicando il racconto sci-fi/horror Le Croste sulla rivista Quasar. Nel 2014 è uscita la sua prima antologia personale di racconti Una collezione di cattiveriecon Il Foglio Letterario. Nel 2015 è apparso con il racconto Blocco creativonell’antologia di storie nere Malombre. Si è classificato secondo al Premio Polidori con il racconto d’ispirazione lovecraftiana La gente della marea. Nel 2016 è apparso con il racconto Gabbie nella raccolta Sotto un cielo rosso sangue.