Recensione: “La cisterna” (2015) di Nicola Lombardi

Articolo di Max Ruzzantela_cisterna_dunwich_copertina_kindle-600x800Nuovo Ordine Morale. Una feroce dittatura militare. Un nuovo sistema carcerario estremo in cui le Cisterne rappresentano il terribile strumento per una radicale epurazione della società. Giovanni Corte, giovane pieno di speranze, conquista l’ambito ruolo di Custode della Cisterna 9, nella quale dovrà trascorrere un anno. E comincia così per lui un cammino – inesorabile, claustrofobico, allucinante – lungo gli oscuri sentieri dell’anima umana, verso il cuore buio di tutti gli orrori che albergano fuori e dentro ciascuno di noi.

Titolo: La Cisterna | Autore: Nicola Lombardi |Editore: Dunwich Edizioni, 2015 | 196 pagine | Prezzo: 9,90 EUR

Romanzo edito da Dunwich edizioni nel 2015 e poi pubblicato in lingua inglese l’anno successivo con il titolo The Tank, che ha riscosso un’ottima e unanime critica generale. La Cisterna dell’autore ferrarese Nicola Lombardi, ci conduce in uno scenario post-apocalittico in una non precisata località italiana, dove sotto un regime politico denominato “Nuovo Ordine Morale” (NOM), i tutori della legge esercitano in modo autoritario una ferrea disciplina e metodi disumani (che ricordano molto da vicino quelli del regime nazista), per sopprimere crimini e i vizi della società.A tal scopo vengono erette delle torri dislocate in varie zone del paese denominate “cisterne”, per giustiziare (una volta processati per direttissima) la feccia umana. Il protagonista Giovanni Corte, giovane e illuso adepto indottrinato del NOM, dopo aver passato una rigida selezione viene assunto al ruolo di“custode” della cisterna 9 per un anno. Da qui comincerà la sua esperienza in una sorta di diario in terza persona, vivendo la quotidiana routine di noia, solitudine, paura, speranza e il coraggio mascherato da orgoglio per un uomo del sistema che vive la propria consapevolezza di essere solo colui che esegue (nel giusto) le direttive di un regime dedito a tenere “pulita” la società moderna. Il finale inevitabile viste le premesse è a mio avviso il migliore possibile per concludere un viaggio di un anno introspettivo, dove le illusioni del protagonista alla fine si scontreranno con la dura realtà.

Lo stile dello scrittore molto diretto e lineare ci immerge fin da subito nel cuore degli eventi, immedesimandoci inevitabilmente col protagonista che capitolo dopo capitolo ci porterà perfino a empatizzare con lo stesso. La maestria di Lombardi sta nell’incastrare alla perfezione i vari capitoli creando un crescendo di paranoia e claustrofobia nel lettore, in un romanzo a tratti disturbante come solo la crudele e impietosa realtà può essere, dimostrando che non occorre nella letteratura di genere versare fiumi di sangue in inutili scene splatter per ottenere lo stesso risultato. Parlando appunto di genere, La Cisterna è apparentemente un thriller/mistery ambientato in uno scenario distopico dove l’orrore psicologico si respira pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, un romanzo che mi ha ricordato a tratti le esperienze dei sonderkommando dei lager nazisti per l’attinenza nel ruolo di custode del protagonista, per la disumanità delle esecuzioni e i relativi rimorsi di coscienza.

“Aveva respirato ombre, si era nutrito di morte; si era dissetato con l’immaginazione di acido e sangue…per troppo tempo. Non se ne sarebbe mai liberato. La sua anima si era a tal punto impregnata d’orrori che sarebbe stato davvero sciocco credere di poterla purificare.”

In conclusione romanzo di altissimo spessore narrativo, che non a caso è entrato in concorso per il Premio Bram Stoker 2016, un romanzo che non si dimenticherà facilmente. Chapeau.

Max Ruzzante

L’AUTORE

Nicola Lombardi è nato a Ferrara nel 1965, esordisce nel 1989 con la raccolta Ombre – 17 racconti del terrore. Si lega poi al movimento letterario romano Neo Noir e pubblica racconti, articoli e traduzioni su riviste e antologie per diverse case editrici. Suoi sono i romanzi tratti dai film di Dario Argento, Profondo rosso e Suspiria per la Newton & Compton. Collabora per diversi anni con il mensile di cultura fantastica Mystero; per le edizioni Profondo Rosso traduce i saggi Lovecraft e le ombre di Frank Belknap Long, Edipo e Akhenaton di Immanuel Velikovsky e il romanzo di Seabury Quinn La sposa del diavolo. Tra le sue raccolte di racconti ricordiamo I racconti della piccola bottega degli orrori (2002), La fiera della paura (2004) e Striges (2005). Ha pubblicato inoltre i romanzi I Ragni Zingari per Edizioni XII nel 2010, con il quale nel 2013 ha vinto il Premio Polidori, Madre nera ([[Crac 2013), La notte chiama (Delos 2015, con Luigi Boccia) e La Cisterna per Dunwich Edizioni nel 2015. Cura mensilmente la rubrica di recensioni letterarie La libreria d’annata sul sito Letteratura Horror. È membro dell’Horror Writers Association.