Recensione: “La cerimonia” (The Croning, 2012) di Laird Barron

Articolo di Christian LambertiLa cerimoniaCi sono strane cose che sopravvivono ai margini della nostra stessa esistenza, che ci seguono al limite della nostra percezione, ci osservano dal buio che incombe oltre il calare della notte, solo un passo al di là del confortante calore delle luci. Neri portenti, strani culti, e cose anche peggiori attendono nell’ombra. I Figli dell’Antica Sanguisuga sono fra noi da tempo immemorabile, dall’alba dell’umanità ci accompagnano… E ci amano.

Donald Miller, geologo e accademico oggi ormai ottuagenario, da una vita cammina sul ciglio d’un abisso, tra i vuoti di memoria che gli oscurano la mente e certi improvvisi lampi d’inquietanti ricordi, che a tratti lo risvegliano a una realtà sinistra celata appena sotto il tenue velo d’amnesia, la sottile cortina della quotidianità. Sparsi frammenti, ora destinati a convergere verso una rivelazione sconvolgente, mano a mano che Donald finalmente ne scopre ogni segreto tenebroso. La verità sulla propria famiglia, sui suoi figli gemelli e sua moglie Michelle, nota antropologa. La verità su tutto ciò che sa e di cui si fida, tutto quel che credeva di conoscere. Ciò che l’Oscurità, l’abisso oltre le stelle, ha infine per noi in serbo.

Titolo: La cerimonia | Autore: Laird Barron| Titolo originale: The Croning, 2012 | Traduzione e cura di Andrea Bonazzi | Editore: Edizioni Hypnos | collana Modern Weird n.2 | ISBN: 9788896952306 | Prezzo di copertina: 17,90€

C’era una volta la figlia di un mugnaio che aspirava a diventare regina. Pur di convolare a nozze col re la giovane si spacciò per alchimista, così il sovrano volle metterla alla prova: se avesse tramutato del lino in oro egli l’avrebbe presa in moglie.

La figlia del mugnaio, che non possedeva alcun talento alchemico, riuscì nell’impresa grazie al supporto provvidenziale di un Nano, giunto a corte con il preciso intento di sfruttare la ragazza per i propri orridi fini. Infatti la giovane venne costretta dal rivoltante omuncolo a sottostare a un accordo abominevole, tanto che alla fine ella non volle più adempiervi. Allora il Nano, subdolamente, le concesse una scappatoia a patto che entro un mese venisse svelato il proprio nome. La giovane, nonostante i disperati tentativi di ricerca, non riuscì a venire a capo dell’enigma. Alla fine nessuno visse felice e contento.

The-CroningTale favola – che funge da prologo alla storia vera e propria – attinge da qualcosa di più profondo e sinistro del folklore popolare. Non è mero frutto della fantasia, ma affonda le sue radici in una sconcertante realtà che si insinua nella quotidianità umana e attende, celata, che le proprie macchinazioni stravolgano i destini di vittime ignare. Essa ha un nome ben preciso: la Grande Oscurità.

Donald Miller non ha la minima idea della piega nefasta che ha preso la sua vita da diversi anni, ormai prossima all’ultima curva, prima del baratro. Qualche volta ha avuto il sentore che non tutto quadrasse, ma ha sempre evitato di lambiccarsi il cervello, preferendo adagiarsi sulla rassicurante routine: il lavoro, una bella villa, i figli Kurt e Holly, e la moglie Michelle. Quest’ultima è la classica donna che porta i pantaloni in casa, e a Don va bene così. Anzi, trova questa sudditanza psicologica alquanto eccitante. Da qualche tempo però la vita di Don sta andando incontro a una serie di intoppi. Mentre la carriera della moglie progredisce vertiginosamente, la sua viene segnata da alcuni inconvenienti fuori da ogni logica.

Presunti agenti federali gli riportano informazioni sconcertanti non solo sul conto della moglie, che stando alle loro dichiarazioni coopera con forze al di sopra dell’umana comprensione, ma anche su entità risalenti alle epoche remote del mondo, quando i suoi abitanti erano insignificanti microrganismi sguazzanti nel brodo primordiale.

Per non parlare degli “incidenti”. Quelli hanno definitivamente messo al tappeto la sanità mentale di Don, tanto che il suo cervello ha dovuto archiviarli nel subconscio per scongiurare la pazzia. Nel calderone ribollono poteri inimmaginabili, e con essi sono coinvolte intere generazioni, tra cui quelle di Don e Michelle – rispettivamente i Miller e i Mock –.

Laird Barron by JD BuschLa Cerimonia rievoca la potenza visionaria dell’orrore cosmico Lovecraftiano. L’imponderabilità del tempo e dello spazio diventano la matrice di un orrore che lascia impotenti e spaesati. Dalle remote e insondabili dimensioni cosmiche provengono i Figli della Sanguisuga, i quali si sono assicurati sulla Terra dei fedeli seguaci che li omaggiano con abominevoli cerimonie sacrificali. Come i personaggi di Lovecraft, anche Don incarna l’esimio accademico alle prese con un orrore ignoto di fronte al quale crollano tutte le certezze empiriche. Da studente universitario egli coltivava “una morbosa propensione per il macabro, lo strano e il misterioso che gli era sempre stata utile come bilanciamento alla sua preponderante inclinazione verso il razionalismo”.

Nel romanzo Laird Barron non omaggia solo Lovecraft, ma molte di quelle punte di diamante della storica Weird Tales. Ad esempio, ho ravvisato le tematiche di Arthur Machen sui depravati culti ancestrali legati al Piccolo Popolo, sovente trattato anche da Robert E. Howard. Ho colto sottili richiami a I Salici di Blackwood nei momenti in cui i protagonisti sono immersi in una natura aspra, terribile nella sua sinistra desolazione, e pervasa da forze sovrumane. Inoltre viene ripresa dal romanzo gotico (a cui la favola sulla figlia del mugnaio si ispira palesemente) la figura del nano portatore di sventure, il cui aspetto grottesco si accompagna a un’indole malvagia.

In sostanza Laird Barron maneggia con destrezza le varie sfumature del genere trattato, attingendo direttamente dalle sue storiche fondamenta. Il suo indiscutibile talento lo ha portato a conseguire lo Shirley Jackson Award (nel 2007 e nel 2010) e il Bram Stoker Award (nel 2014). Gran merito dunque all’editore Hypnos, che già aveva presentato Barron ai lettori italiani con il racconto L’Intimidatore, contenuto nel secondo numero della rivista Hypnos. Ma con La Cerimonia (The Croning, 2012) avrete modo di apprezzare ancora di più le capacità di questo autore, godendo di un vero e proprio omaggio ai classici del genere riletti sotto una luce moderna, ma non per questo meno suggestiva.

Christian Lamberti

barronL’AUTORE

Nato nel 1970 in Alaska, Laird Barron si è imposto negi ultimi anni come una delle voci più autorevoli del weird moderno. Nel 2007 vince lo Shirley Jackson Award per la raccolta The Imago Sequence and Other Stories, e si ripete nel 2010 con la raccolta Occultation and Other Stories e il romanzo breve Mysterium Tremendum. Nel 2012 esce il romanzo The Croning, incontro tra l’orrore cosmico di tradizione lovecraftiana e gli orrori ancestrali di Arthur Machen. Nel 2014 vince il Bram Stoker Award per la raccolta The Beautiful Thing That Awaits Us All. Nel 2014 è curatore d’onore con Michael Kelly del primo volume dell’Year’s Best Weird Fiction. Personaggio estroso, appassionato di gare di cani da slitta, e autore eclettico, Barron si caratterizza anche per la sua capacità di fondere l’horror con i generi più diversi, dal western all’hard boiled, dalla fantascienza allo spionaggio, come dimostra anche l’unico suo racconto sinora pubblicato in Italia, L’intimidatore (Hypnos 2, 2013). Il suo romanzo The Croning, è in uscita in edizione italiana.