Recensione & intervista: “Cambio di stagione” (2011) di Maurizio Cometto

Articolo di Max RuzzanteCambio di stagioneTutti smettono di parlare. Una sottile tensione s’ insinua nell’aria. Gli occhi scrutano il marciapiede deserto al di là della doppia fila di vetri.

Gli sguardi sono quasi timorosi. Forse qualcuno ha paura. Paura che le porte, questa volta, si aprano, e una forza misteriosa ci trascini tutti fuori per abbandonarci lì in quella stazione per sempre.

Siete mai stati coinvolti in una cospirazione che può sfociare in una rivoluzione armata? Quando rispondete al telefono e non sentite proferire parola dall’altra parte, quanto tempo impiegate a riagganciare? Quali oggetti può restituire una lavatrice dopo una centrifuga? Siete davvero sicuri che l’anima non possa andare in cancrena?

Il nuovo romanzo di Maurizio Cometto, autore di punta della narrativa fantastica italiana, ci precipita nelle viscere di una Torino cupa, severa e misteriosa, dove impiegati di ritorno a casa dalle grandi industrie scoprono infezioni tumorali nelle metropolitane e zone oscure nel cervello. La storia di un’invasione nella vita di un uomo, della sua città, del mondo intero. Un cambiamento che è forse l’avvento di una nuova stagione della vita e della consapevolezza, forse una nuova era del mondo, forse follia individuale. La progressiva e inesorabile sconfitta della realtà apparentemente consolidata nei confronti dell’invasore: l’ignoto.

Autore: Maurizio Cometto | Titolo: Cambio di stagione | Edizioni Il Foglio | collana fantastico e altri orrori |Pagine: 269 | Anno di pubblicazione: 2011| Prezzo: 15,00 €

Con questo romanzo molto particolare pubblicato nel 2011,l’autore si consolida come uno dei più interessanti ed originali scrittori di genere fantastico del panorama italiano.

Maurizio Cometto attinge dai grandi maestri letterari di genere, tra i quali l’imprescindibile H.P. Lovecraft, Dino Buzzati, ma anche con inconsapevoli similitudini al Thomas Ligotti odierno.

Il filo conduttore dei nove capitoli che formano il romanzo è il protagonista, un impiegato di nome Fabrizio (una sorta di alter-ego dell’autore), trentenne ordinario, privo di caratteristiche particolari, che si trova alle prese con una serie di vicende ambientate nella magica e inquietante Torino, che vanno dalla fantapolitica al surreale, dall’immaginario onirico al sovrannaturale, dall’horror psicologico, al Weird e come nella migliore tradizione fanno irruzione nella realtà quotidiana costringendo i personaggi ad affrontare le loro fobie e ossessioni. Altre presenze pressochè assidue sono i gatti Betty e Parker, gli amici Alberto,Valentina, il collega Giorgio e l’amica intima, la bellissima Cristina.

L’emergere del fantastico, dell’autore ha come punto di partenza sempre degli elementi reali: una mail, un prodotto per rimuovere il calcare, una lavatrice nuova, una stazione abbandonata della Metropolitana. Per lui, il fantastico è nell’ordinario, nella banalità del quotidiano. Queste storie, sono indipendenti le une dalle altre e autoconclusive. Una sorta di labirinto di specchi, straniante che a tratti disorienta. Alcune situazioni spiazzano e lasciano perplessi: nell’ultimo capitolo l’angelo della morte sarà fatta chiarezza su molti enigmi.

Lo scrittore è abile nel condurre il lettore lungo questo percorso, pieno di ostacoli, rendendolo agevole grazie a una tecnica di scrittura scorrevole, asciutta e con un linguaggio semplice e diretto, senza inutili virtuosismi né cadute di stile ma dando alla narrazione una piacevole non linearità. Esempi come il capitolo l’invisibile battaglia di chiaro stampo lovecraftiano o necrosi uno dei miei preferiti del lotto che pare uscito da una raccolta ligottiana, o ancora lo smeraldo a Porta Nuova, una metafora in chiave fantastica della crisi sociale ed economica del nostro paese, fino ad arrivare a racconti (cambio di stagione, l’altra casa, l’angelo della morte) dove le storie si sviluppano su diversi piani della realtà. In definitiva con Cambio di stagione l’autore ha voluto raccontare – in chiave fantastica – la storia di un definitivo cambiamento nella vita di un uomo.

Maurizio ComettoINTERVISTA ALL’AUTORE

Maurizio Cometto

Ciao Maurizio e benvenuto su Weird Magzine; ti và di raccontarci la «genesi» del romanzo Cambio di stagione, vista la sua struttura così particolare? Dove è nata l’idea?

Ciao a tutti, e grazie per l’opportunità. Mi piace definire Cambio di stagione come un “romanzo per istantanee”. Si tratta in effetti di una raccolta di racconti uniti tra loro da voce narrante, personaggi, ambientazione, e percorsi da un filo conduttore che trascende la continuità temporale. Scrissi il primo di questi pezzi, Lo smeraldo a porta nuova, nel 2008, con l’idea di sublimare in modo più organico certe mie esperienze in ciò che scrivevo. Quando ne ebbi scritti cinque o sei li mandai a Vincenzo Spasaro, allora direttore della collana Fantastico e Altri Orrori de Il Foglio, che per fortuna ne fu entusiasta e propose a Gordiano Lupi di pubblicarli. Lavorando insieme a Vincenzo sui vari pezzi, migliorandoli e scrivendone altri, alla fine venne l’idea di trovare una continuity per poter rendere ancora più organico il libro. La dissotterrai dalle pieghe delle varie narrazioni, portandola alla luce, e solo allora scrissi l’ultimo pezzo, L’angelo della morte, che riannoda tutti i fili dando loro una degna conclusione. Insomma, Cambio di stagione è nato come collezione di racconti, ed è divenuto “romanzo per istantanee” grazie al lavoro di editing e alle chiaccherate con Vincenzo.

Secondo te la letteratura di genere fantastico in italia può alla lunga emergere o è destinata a rimanere di nicchia? E quali autori del panorama italiano si distinguono particolarmente?

Domanda difficilissima. Il problema in Italia non è tanto la mancanza di scrittori, ce ne sono forse fin troppi, ma quella di lettori, di un vero e proprio pubblico numericamente consistente. Questo vale per la narrativa di genere (a parte forse il noir) ancor più che per il mainstream. Singoli scrittori, anche nel fantastico, possono emergere ogni tanto, per motivi che definire e capire fino in fondo sarebbe arduo (si pensi a Valerio Evangelisti e a Licia Troisi, per fare due nomi opposti), ma per uno che ce la fa ne rimangono centinaia impantanati nel mondo dell’underground, che a essere poco ambiziosi regala anche piccole soddisfazioni, ma che per l’ego dello scrittore medio è peggio che un purgatorio. Anche una scuola italiana è secondo me difficilmente identificabile, perchè tutti subiamo l’influsso dei maestri che ci hanno preceduto, anglosassoni ma non solo, e della massa di fiction che oggigiorno ci stordisce. Essere originali è quasi impossibile, e i pochi tentativi di creare un determinato canone, più o meno nuovo, li ho trovati spesso artificiosi. Siamo piccole gocce di un oceano sterminato, e oltretutto confinati in un mare interno come l’Italia, in costante bonaccia e fuori dalle più importanti rotte commerciali. Ma questo non deve far disperare: l’importante è esserne ben coscienti, non farsi illusioni, e non tradire mai la propria vena. Se il talento c’è verranno anche i riconoscimenti, magari anche piccoli, ma non meno preziosi. E difatti ottimi scrittori in Italia ce ne sono, conosciuti o meno, anche nel genere fantastico “tout court”. Faccio solo qualche nome, un po’ a casaccio e “di parte”, come succede in questi casi (e ovviamente solo tra quelli che ho letto): Valerio Evangelisti, Vittorio Catani, Giovanni De Feo, Francesco Dimitri, Vincent Spasaro, Danilo Arona, Stefano Pastor, Samuel Marolla, Luigi Musolino, Alessandro DeFilippi, Artemisia Birch, Eraldo Baldini, Fabio Lastrucci, Clelia Farris, Tiziano Sclavi (last but not least)… Ma ce ne sarebbero tanti altri.

Quali sono le peculiarità del tuo stile? Ti sei mai ispirato ad uno scrittore particolare nella tua carriera?

Sono stato influenzato da tantissimi scrittori, soprattutto agli inizi. I mei numi tutelari in particolare sono gli argentini del fantastico, Borges e Cortàzar su tutti. Da loro ho imparato l’essenzialità dello stile e, nei racconti, in cui eccellevano, la centralità dell’idea. Che non vuol dire trascurare tutto il resto, come personaggi o ambientazione, ma cercare di mettere l’idea al centro della scrittura come se fosse un sole, l’energia che tutto illumina e tutto colora, e osservare (e rendere) paesaggio del racconto come appare sotto quella luce deformante.

Ho notato che la tua narrativa è un mix di weird, sci-fi, horror; tra questi generi quale senti più nelle tue corde?

Forse il weird, vale a dire lo straniante, il perturbante (qui lo intendo in questo senso). Mi piace sentire mentre scrivo un senso di mistero, di qualcosa in agguato dietro la pagina, che non puoi vedere in faccia ma ne avverti la presenza. E questa sensazione, se sono fortunato (non sempre accade), passa anche al lettore. E’ come se le tue parole cercassero di stanare qualcosa di innominabile, che magari perde per strada frammenti di sé, ma che alla fine fugge sempre. I pezzi migliori vivono di questa inafferrabilità. Altre volte cerco di stare più dentro i confini di un canone prestabilito, per esempio la storia di formazione o l’avventurta a sfondo horror. Questo accade generalmente nei romanzi, che hanno bisogno di un’impalcatura più definita per reggere meglio, a meno che non ci si chiami Don DeLillo o Roberto Bolano.

Dopo una «pausa» di alcuni anni dalla pubblicazione del tuo ultimo romanzo interrotta dalla recente pubblicazione del racconto lungo La macchia, quali sono i tuoi imminenti progetti editoriali?

Uscirà il 10 novembre un romanzo per Delos, nella collana Odissea Digital Fantascienza, dal titolo Michele e l’aliante scomparso. Per trovare un’etichetta, si tratta di un romanzo fantastico per ragazzi, ma è godibilissimo anche dagli adulti. E’ pieno di avventure, di mistero, di meraviglia, e di momenti emozionanti. Mi sono divertito molto a scriverlo, e spero che divertirà anche il pubblico (esiste ancora un pubblico, vero?).

Max Ruzzante

mauriziocomettoL’AUTORE

Maurizio Cometto è nato a Cuneo il 29.09.1971.  Tra i suoi libri pubblicati, il romanzo ‘Il costruttore di biciclette’ (Il Foglio 2006), la raccolta ‘L’incrinarsi di una persistenza e altri racconti fantastici’ (Il Foglio 2008), e il romanzo per istantanee ‘Cambio di stagione’ (Il Foglio 2011).  Nel febbraio 2016 è uscito il racconto lungo “La macchia”, per Acheron Books.  Ha pubblicato numerosi racconti in antologie, siti internet e riviste.  Laureato in Ingegneria Meccanica, vive a Collegno.

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