Recensione: “I morti ricordano” Racconti dell’orrore Volume 2 di Robert Ervin Howard

Recensione di Massimiliano GobbocoverNel secondo e ultimo volume dei suoi racconti horror (arricchito, come il primo, da frammenti, poesie e testi inediti), sono presenti tutti i motivi della narrativa howardiana: il folklore preistorico e gli eroi del passato come Kull e Bran Mak Morn, creature che abitano sotto le tombe e maledizioni indiane, spettri che combattono una guerra infinita dai tempi di Atlantide e stregoni moderni… Per non parlare delle mostruosità senza volto o dagli zoccoli smisurati riportate fra noi dalle formule di grimori favolosi come il Necronomicon e i Culti innominabili. Insieme a tutto questo, Robert E. Howard ci fa respirare il profumo del Texas, della Louisiana, del Sud ricco di tradizioni. Un mondo in cui era radicato corpo e anima e che ha esplorato tutta la vita come scrittore, fino a quando l’ultimo incubo non ha avuto ragione di lui.

Titolo: I morti ricordano volume 2 | antologia di racconti | Autore: Robert Ervin Howard | Editore: Mondadori | Collana: Urania Horror numero 10 | Anno di pubblicazione: 2015 | Prezzo: 6,50€  | Copertina: Franco Brambilla

Gun and sorcery secondo Howard

Tutti riconoscono in Robert E. Howard l’indiscusso maestro della fantasy eroica di matrice americana, la così detta sword and sorcery. Howard personaggio inquieto e per certi versi misterioso tormentato da oscuri demoni interiori (morirà suicida nel 1936), fu scrittore di raro talento. Alla sua penna immaginifica si deve la creazione di personaggi entrati nella leggenda come Conan il barbaro e Solomon Kane protagonisti, fra l’altro, di film di successo.

Ora con l’uscita de I morti ricordano secondo volume dedicato al bardo di Cross Plains da Urania Mondadori, ci piace tornare a parlare di questo scrittore dalla prosa potente che tanto ha influenzato intere generazioni di autori e lettori dei generi fantasy e horror.

Il libro in questione, ottimamente curato da Giuseppe Lippi, raccoglie parecchi racconti e poesie rientranti nel genere horror, genere in cui Howard eccelleva. Si tratta di storie appartenenti a tre categorie differenti: quelle legate al tema leggendario, quelle riferibili alla mitologia di Cthulhu, e infine quelle con ambientazione western. Ed è proprio di quest’ultime (forse le meno note), per via della loro forza e dell’originalità, che vogliamo parlare.

Howard ha sempre prediletto la figura dell’eroe solitario, virile, audace, mai disdegnando lo scontro fisico e quindi, una certa dose di brutalità. Dunque il Far West è per la sua vena narrativa uno sfondo ideale. I suoi personaggi sono: cowboy, sceriffi, pistoleri. Quasi degli stereotipi – si dirà – , che però, incredibilmente, devono fare i conti con il soprannaturale.

Ed è allora, che accanto all’elemento concreto, costituito dal duro realismo dell’uomo della frontiera, compare quello fantastico della dimensione dell’orrore. In questo modo il maestro dello sword and sorcery sembra pervenire ad un nuovo sottogenere che potrebbe essere denominato (con chiaro riferimento balistico), gun and sorcery.

Una miscela inedita che genera incubi stranianti nella cornice infocata del deserto dell’Arizona, o al cospetto dell’ombre sinistre proiettate dai monoliti petrosi sulle distese riarse del Nevada. Howard, in sostanza, stabilisce un nuovo canone del fantastico, quello del western horror. Così tra i colpi secchi dei winchester, e le urla immonde di creature abominevoli, brilla intatta, in tutto il suo fulgore, la stella d’uno dei più grandi cantori dell’immaginario.

Massimiliano Gobbo

Robert E.Howard

L’AUTORE

Robert Ervin Howard (Peaster, 22 gennaio 1906 – Cross Plains, 11 giugno 1936) è stato uno scrittore statunitense. Viene considerato uno dei padri della moderna heroic fantasy, nonché uno dei massimi esponenti della letteratura dell’orrore e grande interprete del romanzo d’avventura. Il suo personaggio di maggior successo è Conan il barbaro, che appare in un ciclo di ventidue opere tra racconti e romanzi. Sulla vita di Howard e sulla sua breve relazione con Novalyne Price Ellis il regista Dan Ireland ha tratto, nel 1996, il film Il mondo intero, con Vincent D’Onofrio nel ruolo dello scrittore.