Intervista ad Alda Teodorani

Articolo di Giovanni LeoneAlda TeodoraniAlda Teodorani è una scrittrice di culto nel panorama italiano e non solo. Spazia tra vari generi letterari: dall’horror al giallo, dallo splatter all’erotico. All’alba degli anni ’90, il suo amore per la scrittura e la letteratura fantastica determina la sua vena artistica scrivendo sceneggiature per fumetti, pubblicando racconti in antologie, quotidiani e riviste.

Alla attività di scrittrice affianca quella di traduttrice e di insegnante di scrittura creativa presso la Scuola Internazionale di Comics a Roma. I suoi primi lavori sono un fulmine a ciel sereno: Giù nel delirio, pubblicato da Granata Press nel 1991, Le radici del male, sempre per Granata Press nel 1993. Mentre in Italia si accoglievano in quegli anni American Psycho di Bret Easton Ellis (1991) e Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris (con film annesso di Jonathan Demme, 1991), nel silenzio della critica cadevano proprio questi primi due lavori di Alda Teodorani. Sempre in quegli anni, dalla farsa editorialistica della Gioventù Cannibale (Einaudi, 1996: una antologia nella quale neanche appaiono in copertina, i nomi di Alda Teodorani e Matteo Curtoni nasce, però, un articolo di un altro superbo scrittore italiano, Valerio Evangelisti, dal titolo “e altri”: il caso Alda Teodorani; articolo che appare nella introduzione alla prima edizione di BELVE di Alda Teodorani (Addictions, 2003) e che esprime la scelta dell’autrice di “una via difficile, irta di ostacoli, di cattiverie ai suoi danni (tipo l’assurda leggenda metropolitana che la voleva vicina all’estrema destra: falso e ridicolo), di boicottaggi occulti o palesi”. E come, giustamente, portava in luce Valerio Evangelisti: Giù nel delirio, Organi, Belve (apparso in Francia prima che in Italia) hanno dimostrato ampiamente che se c’è una Regina dell’Horror nostrano questa è Alda Teodorani, e non soltanto in quanto scrittrice di genere ma perché le sue opere contengono una poetica ed una intelligenza rare. Insomma, in quella antologia l’unica scrittrice horror sopravvissuta è “e altri”, ovvero Alda Teodorani. Questo è solo l’inizio in un balzo di un decennio o poco più: dal 1991 al 2003. E sapete una cosa? Oggi è ancora così: Alda Teodorani è La Regina Nera, Alda Teodorani è una Scrittrice le cui opere meritano ampio spazio di discussione e la scoperta di esse da parte di nuove generazioni di lettori. Per questa ragione WeirdMagazine è lieta di annunciare a voi lettori una serie di appuntamenti finalizzati allo scoprire, o riscoprire, attraverso recensioni e discussioni, le opere di Alda sin dal suo esordio. Ho il piacere di introdurla a voi lettori di Weirdmagazine:

IppocampoInnanzitutto, grazie Alda per aver accettato il mio invito ed avermi concesso questa conversazione per la webzine Weird Magazine. Puoi parlarci dei tuoi ultimi lavori: Ippocampo (DelosDigital, 2016) e Gramsci in cenere (Stampa Alternativa, 2016)?

Ippocampo è un libro difficile, è stato difficile scriverlo perché mi ha costretta a sondare profondità dolorose, più che in altri libri. Ci sono persone che si ergono a life coach nell’esistenza di ognuno di noi, e possono fare molti danni. La vicenda ruota appunto intorno alla figura di un life coach che ha composto un gruppo di donne ossessionate dal sesso. L’uomo sa come manipolarle e piegarle ai suoi desideri ma la miscela è letale.

Gramsci in cenere nasce dall’esigenza di rivalutare il passato quale fonte di identità, cosa che negli ultimi tempi non viene tenuta in considerazione. La fine degli anni Settanta, i primi anni Ottanta, i tempi dell’eroina, delle Brigate Rosse, sono tutte cose che mi sarebbe sempre piaciuto narrare.

Ti odio poesiaNel 2015 è stato pubblicato Ti odio poesia (DeComporre, 2015), cosa puoi dirci in merito al tuo rapporto con la poesia?

Si tratta di un rapporto sporadico ma necessario. Per quanto uno scrittore possa scrivere di sé, non c’è mai – almeno a una prima vista – una vera esposizione del suo io più profondo, con la poesia questo succede molto di più. deComporre è una casa editrice che ha avuto problemi gestionali in passato, con elementi dannosi, che le hanno procurato delle critiche. Sono superati, e si tratta di amici, quindi ho voluto affidare a loro questa raccolta che va dal 1995 (le mie prime poesie) al 2015.

Hai scritto numerosi racconti, raccolti in varie antologie. Quale dei racconti da te scritti ricordi con maggiore affetto, legato magari ad un particolare momento della tua vita?

Sottoterra, che inizialmente uscì in Cuore di Pulp (Stampa Alternativa) è il racconto che amo di più. Ci sono dettagli legati alla figura del mio primo amore e altri che racchiudono un po’ la summa della mia poetica, del mio amore più grande, la scrittura.

Cosa ti spinge ad “indagare” gli oscuri meandri dell’anima?

Ma non saprei dirtelo esattamente, sai? Forse ho bisogno di indagare nella mia anima, di sicuro quando scrivo mi piace emozionarmi e questo mi emoziona!

AldaQuale è il modo di vivere e di essere di Alda Teodorani? Ti consideri una persona spirituale?

A mio modo penso di sì. Nella mia scrittura come nella vita perseguo l’innocenza, detesto i doppi fini, le cose non dette, i raggiri, le persone calcolatrici, mi piacciono le cose nude, essenziali, detesto le sovrastrutture. Non mangio, non vesto, non arredo, con niente che sia inutile o che comporti una “spesa” per l’ambiente e gli animali. Nella mia scrittura come nella vita non ho mai usato questi strumenti. In questo senso immagino la spiritualità.

I tuoi esordi non sono stati facili, come dicevo nella introduzione a questa nostra conversazione. L’essere donna, e non solo in merito ai generi letterari da te affrontati, come e quanto ha influito nella tua carriera? Come vanno le cose oggi?

L’essere donna è sempre difficile in tutto, basta vedere a livello di comunicazione base come cambiano le risposte – sia da parte degli uomini che delle donne – quando dall’altra parte c’è una donna. Eppure ho saputo trasformare il mio essere donna in una forza, specie nella scrittura, originata da una forza interiore che andrebbe coltivata e troppo spesso questo non succede.

catrecordsLa musica nella tua vita ha un peso rilevante. Ci parleresti della tua etichetta discografica CatRecords, il cui nome, immagino, derivi da un altro tuo amore i gatti, giusto?

Sì, certo, il nome deriva dall’amore per i gatti e infatti se osservi il logo vedrai che c’è una donna seduta – è una lavorazione grafica di una mia foto – con un gatto in grembo. Conoscevo alcuni miei lettori che si occupavano di DIY e ho voluto contribuire per la realizzazione di alcuni prodotti, dedicando ad essi i proventi dell’attività letteraria, anche per due cose che mi vedevano direttamente coinvolta, e cioè L’ISOLA, il CD delle Forbici di Manitù, e l’audio-art-book Quindici Desideri. E ancora l’LP dei Gioventù Bruciata, Homeless dei Blood 77, Come eravamo nel 96 dei Vigo, e per alcuni siti, oltre – per tre anni – la rivista Verde, fino al 2014, anno in cui ha cessato le pubblicazioni.

So che sei una persona senza peli sulla lingua; vorrei quindi una risposta schietta e sincera: cosa pensi dell’editoria italiana? Trovi, come io credo personalmente da lettore, che il futuro editoriale possa essere dei piccoli editori indipendenti? Molti sono nati negli ultimi tempi e resistono, magari a fatica, garantendo comunque qualità, altri sono spariti dalla circolazione.

Dipende da cosa intendi per futuro editoriale. Ti rispondo come mi ha risposto ieri un imbecille a un mio commento in cui dicevo che quando le persone stanno male è brutto dare amore e ricevere insulti, e lui ha scritto: “dipende da cosa intendi per amore”. Lo so che è una risposta del cazzo, ma spero solo che i lettori capiscano come, in generale, una lettura di qualità non può provenire dai grandi editori che pensano solo a come ricavarne profitti. Poi ci sono altri che invece sono interessati ad altro, e io punto su questi. Ti do anche una piccola anteprima tratta dal nuovo libro che sto scrivendo: “Chi determina successi e insuccessi? Chi c’è dietro le quinte di questo nostro mondo editoriale tanto falso, di salotti e leccaculo? (…) Il mondo dell’editoria è pieno di falsità, di gente che farebbe di tutto per avere un bonus presso quello o quell’altro editore, quello o quell’altro autore che ti può presentare a un editore oppure quello o quell’altro curatore di collana. Quante migrazioni ho visto di sedicenti o presunti scrittori che passano su gruppi e gruppetti editoriali come un branco di cavallette su un campo coltivato.”

Le radici del maleInsieme a Fabio Giovannini ed Antonio Tentori, nel 1994, hai contribuito alla nascita della corrente Neo-Noir. Puoi spiegare ai nostri lettori le espressioni “dalla parte di Caino” o “gli occhi di Caino”, ed in quale delle tue opere i lettori possono trovarne riferimento?

Il neo-noir si interessava di seguire la componente “cattiva” e avversare il buonismo. Io lo avevo già fatto fin dagli esordi, con opere come Le radici del male e in seguito con Labbra di sangue. Gli occhi di Caino sono quelli dell’assassino, si fa riferimento allo sguardo poiché ci si ispira all’opera di Dario Argento che costringe lo spettatore a “commettere” l’omicidio con le sue famose soggettive, quasi come se fosse lo spettatore stesso a inseguire e uccidere la vittima di turno.

Quali sono i consigli di base che dai ai tuoi studenti di scrittura creativa? Come ti poni nei loro confronti?

Ma guarda, il mio corso è a moduli, con varie tecniche di scrittura più o meno da manuale, ma quello che mi interessa maggiormente è scoprire in ognuno degli studenti la parte che manca o che va esaltata e aiutarli a scoprirla o valorizzarla. Sono una motivatrice, e questa è la qualità che loro rilevano di più. In realtà essendo una scrittrice – pochissimi corsi in Italia sono tenuti da veri scrittori – so quali sono i problemi che si devono affrontare e anche come risolverli.

Quale sarà il tuo prossimo libro? Puoi parlarcene?

Si tratta di un libro inedito che sarà stampato da Strade Bianche di Stampa Alternativa con un protagonista che uccide i serial killer… di animali, che fa a loro quello che loro hanno fatto agli animali, con le stesse torture e modalità di uccisione che loro hanno praticato ad animali indifesi. Il titolo è Animali da macello. Non si tratta di operare una vendetta, è un libro “pedagogico” nel quale il lettore può riconoscere se stesso tramite l’identificazione consentita dalla lettura, o leggendo torture che sente in maniera profonda perché potrebbero essere sperimentate su di lui o che lui ha sperimentato su altri. Bisogna tenere bene in mente che si tratta di finzione, non c’è nessun killer animalista che uccide i poveri umani, mentre è vero il fatto che, purtroppo, ogni giorno migliaia e migliaia, forse milioni di creature muoiono per il nostro piacere, la nostra tavola, i nostri abiti. Spero che questo libro, scritto insieme alla mia amica Simonetta T. Hofelzeer, promuova riflessione e consapevolezza. In autunno, poi, è prevista per Profondo Rosso una super-antologia dei miei racconti noir e horror. E ancora altro e altro… lavori in corso!

Giovanni Leone

alda (1)L’AUTRICE

Alda Teodorani (Massa Lombarda, …) è una scrittrice italiana. Ha spaziato tra vari generi letterari tra cui l’horror, il giallo, l’erotico. All’attività di scrittrice affianca quella di traduttrice. Fin dai suoi esordi, nel 1990, ha determinato la sua vena “splatter” scrivendo sceneggiature di fumetti, ha pubblicato racconti in antologie, quotidiani e riviste. Insegna alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. (Biografia da Wikipedia)