Gli Orrori Cosmici e Marini di William Hope Hodgson

Articolo di Cesare Buttaboni (2)William H. HodgsonWilliam H. Hodgson è uno scrittore fondamentale nell’ambito dell’evoluzione della letteratura soprannaturale: in alcuni suoi romanzi ha anticipato il punto di vista “cosmico” e anti-antropocentrico di H.P. Lovecraft. Hodgson non gode purtroppo della fama che meriterebbe, tenendo conto che, assieme ad H.P. Lovecraft e Jean Ray, è senz’altro uno dei giganti della letteratura fantastica “weird” del secolo scorso.

Nato nel 1875 nell’Essex da un pastore anglicano, la sua vita è all’insegna dell’avventura e del coraggio. Ancora giovane si imbarca come mozzo e sperimenta la dura vita di mare: sarà tuttavia proprio la vita marinara, con la sua atmosfera carica di inquietante silenzio e solitudine, a fornirgli l’ispirazione per l’ambientazione di alcuni memorabili racconti e per i 2 romanzi “The Boats Of The Glenn Carrig” (1907 – “Naufragio nell’ignoto”) e “The Ghost Pirates” (1909 – “I Pirati fantasma”) pregni di mistero e ignoti paesaggi esotici, spesso infestati da poco rassicuranti entità non di questo mondo. Il mare quindi, simbolo dell’inconscio, è una delle tematiche fondamentali di Hodgson. Tutti i suoi racconti fantastici “marini” fortunatamente saranno presto disponibili in italiano grazie all’editore Hypnos.

The Ghost PiratesNel 1908 Hodgson scrisse “The House On The Borderland” (“La casa sull’abisso”). questo libro è una di quelle gemme che andrebbero riscoperte e ristampate, ma la pigrizia cronica dell’editoria attuale non è purtroppo incoraggiante in questo senso. In Italia curiosamente il romanzo inizialmente uscì nel 1953, in uno dei primi numeri di Urania, in una versione “tagliata” e condensata con il curioso titolo Oltre il Futuro, sotto l’egida di Giorgio Monicelli. Questo dimostra come i deliranti viaggi cosmici extra-sensoriali che vengono descritti in questo romanzo hanno molti punti di contatto con la fantascienza. Finalmente La casa sull’abisso venne pubblicato nel 1963 nell’antologia Universo a sette incognite edita da Fruttero e Lucentini, anche se in una versione non integrale: i due noti curatori non esiteranno però a definirlo “un capolavoro sconosciuto”. Si tratta in effetti di un romanzo “incubo” che descrive le angosciose vicissitudini di un “recluso”, abitante di una casa irlandese sperduta, situata in una regione ignota alle cartine geografiche, che diventa il fulcro dove si scatenano allucinanti e diaboliche potenze extra-cosmiche che assumono la forma di orripilanti creature dall’aspetto suino. Gli abissi che si celano sotto la casa da cui fuoriescono gli esseri extra-terrestri sono una metafora degli insondabili segreti dell’inconscio umano. Il libro può essere “letto” sia su un piano microcosmico che macrocosmico. La sua scrittura onirica scava nelle profondità della psiche umana e fa emergere dall’inconscio fantasmi inquietanti che spesso assumono la forma simbolica di orride bestie suine.

The House on the BorderlandNel suo saggio “Supernatural Horror In Literature” (1927 – “L’orrore soprannaturale nella letteratura”) così descrive “The House On The Borderland”: “I vagabondaggi dello spirito del narratore attraverso illimitati anni-luce di spazio cosmico e kalpas di eternità, e la sua cronaca della distruzione definitiva del sistema solare, costituiscono qualcosa di quasi unico nella letteratura contemporanea. Nel celebre racconto di Lovecraft “The Shadows Over Innsmouth” (1936 – “La maschera di Innsmouth) gli essere anfibi hanno più di un’affinità con le entità teratoformi di “The House On The Borderland”. Si possono riscontrare dei parallelismi con le tematiche “hodgsoniane”, soprattutto nei racconti di ambientazione marinara, anche con la produzione del già citato Jean Ray ed in particolare con il suo racconto delirante “Il Salterio di Mayence”, in cui un’imbarcazione viene proiettata in dimensioni extra-terrestri.

La Arkham House, la casa editrice che era stata fondata da August Derleth e Donald Wandrei per diffondere e preservare il “corpus” narrativo Lovecraftiano, rieditò “The House On The Borderland”” nel 1946 a conferma della sua enorme importanza. La versione italiana migliore è quella pubblicata nei Classici Urania con una nuova traduzione e con interventi di Giuseppe Lippi, Gianfranco De Turris, Alex Voglino e un’accurata nota bibliografica di Pietro Guarriello.

The Night Land by William Hope Hodgson, Vol. 1Altro romanzo di Hodgson di importanza capitale per quanto concerne “la letteratura dell’orrore cosmico” è poi “The Night Land” (“La terra dell’eterna notte” – 1912). Oggi il libro appare forse troppo lungo ma, in ogni caso rimane, a distanza di tempo, un incubo folle e delirante dove il senso di “cosmic horror” è portato all’ennesima potenza: è indimenticabile l’immagine desolata della fortezza dove, in un futuro remotissimo, si annidano gli ultimi esseri umani, in un cosmo freddo e ostile in cui il sole si è estinto (la tematica caratterizzerà anche il ciclo “Zothique” di Clark Ashton Smith). Così ne parla sempre Lovecraft nel suo saggio: “Il quadro di un pianeta morto, immerso nelle tenebre, con i resti della razza umana concentrati in una enorme piramide ed assediati da forze tenebrose, mostruose, del tutto sconosciute, è una cosa che il lettore non dimenticherà mai”. Il senso di terrore “cosmico” che promana dalle pagine di questi romanzi di Hodgson è difficilmente riscontrabile nella stessa fantascienza e perciò costituiscono una sorta di manifesto estetico del “cosmic horror”.

Questo grande maestro del fantastico va ricordato anche per aver creato la figura dell’investigatore dell’occulto Carnacki: si tratta di un personaggio che si situa nel solco dei vari John Silence di Blackwood e del Dr. Hesselius di Le Fanu e che ha molte affinità col celebre Harry Dickson di Jean Ray.

William Hope Hodgson morirà tragicamente nel 1918 durante la prima Guerra Mondiale in cui aveva preso parte come volontario.

Bibliografia italiana essenziale

  • “Naufragio nell’ignoto” (Fanucci – Futuro – 1974 – I Maestri del fantastico – 1989)
  • “Naufragio nell’ignoto” (collana Maree – Storie del mare – Magenes Editoriale – 2011)
  • “Naufragio nell’ignoto” (Faligi – 2013)
  • “I pirati fantasma” (Fanucci – Collana “I Miti di Cthulhu” – 1986)
  • “I pirati fantasma” (Addictions-Magenes Editoriale – 2012)
  • “Urania Rivista n. 8” (Si trova “Oltre il futuro”, la prima versione condensata di “La casa sull’abisso” in Italia – 1953)
  • “La casa sull’abisso” (all’interno dell’antologia “Universo a sette incognite – 1963)
  • “La casa sull’abisso” (Fanucci – Collana “I Miti di Cthulhu” – 1985)
  • “La casa sull’Abisso” (Classici Urania n. 237 – 1996)
  • “La casa sull’abisso” (adattamento a fumetti di Richard Corben e Simon Revelstroke – Magic Press – 2004)
  • “La terra dell’eterna notte” (Fanucci – 1996)
  • “Carnacki, cacciatore di spettri” (I libri della paura 4 – Siad Edizioni – 1978)
  • “Carnacki. L’indagatore dell’occulto” (Manni – 2013)
  • “Carnacki. Il cacciatore di fantasmi – Vol. I” (Dunwich Edizioni – Ebook – 2014)

Cesare Buttaboni

     

William Hope HodgsonL’AUTORE

William Hope Hodgson (1877 – 1918) – Considerato tra i padri del genere weird, William Hope Hodgson, è tra i più importanti autori inglesi di genere fantastico. Scrisse quattro romanzi, Naufragio nell’Ignoto, I Pirati Fantasma, La Casa sull’Abisso, e La Terra dell’Eterna Notte, e circa un centinaio di racconti. Tra i personaggi creati dalla sua penna il più celebre è l’investigatore dell’occulto, Carnacki, il cacciatore di spettri. Hodgson oltre che scrittore fu uomo d’azione, marinaio e fotografo, e molte delle sue storie, compreso il suo romanzo capolavoro, La Casa sull’Abisso, sono legate al tema del viaggio e del mare. Arruolatosi volontario nell’esercito britannico, morì in Francia durante un bombardamento nell’aprile del 1918. Disse di lui H.P. Lovecraft: “In pochi lo eguagliano nell’adombrare la vicinanza di forze sconosciute e di mostruose entità attraverso accenni casuali e particolari insignificanti, oppure nel comunicare le sensazioni dello spettrale e dell’anormale legati ai luoghi”. (Wikipedia)