Autori da riscoprire: Nina Kiriki Hoffman

Articolo di Mario Luca MorettiNina Kiriki HoffmanNina Kiriki Hoffman è un’autrice americana quasi del tutto inedita in Italia. Eppure in più di 30 anni di carriera ha collezionato una ventina di nominations ai vari premi letterari dedicati al fantasy e all’horror, vincendo il Bram Stoker Award con il suo primo romanzo The thread that binds the bones, uscito nel 1993.

Quasi in contemporanea con quel romanzo, nella primavera 1993 la rivista Weird Tales dedicò un numero speciale alla Hoffman, pubblicando 5 suoi racconti.

Il primo è anche il più lungo: Pulse of the machine. Si narra della strana amicizia fra due matricole universitarie di biologia, Anitra e Terry. “Strana” perché Terry non è propriamente umana, ma è una “mutaforme”, vale a dire appartiene a una famiglia di creature silvestri che hanno la proprietà di assumere l’aspetto dei vari esseri viventi. Sono predatori, si cibano delle loro vittime, giocano con le loro ossa e i legami familiari sono fortissimi.

thread that binds the bonesTerry ha preso l’aspetto umano perché vuole conoscere queste creature, che di solito i suoi simili rifuggono. Ha ucciso un uomo, però, non per cacciarlo ma perché minacciava suo fratello. Nei paraggi si aggira un serial killer. Anitra sospetta che sia il suo ex-fidanzato, che la sta perseguitando. Terry dal canto suo è incuriosita da questo “predatore di umani”, che sente in qualche modo vicino, ma di cui non coglie le vere motivazioni.

Raccontato in prima persona da Terry, Pulse of the machine è un gioiellino di introspezione psicologica “aliena”. Hoffmann usa uno stile allusivo, volutamente (e brillantemente) straniante, e ci trasporta così nel labirinto di una mente che non è umana ma che si sforza di entrare in quella umana, di capirla nei suoi molti e contraddittori aspetti.

Perché gli umani uccidono anche se non sono spinti dalla fame? Come fanno a difendersi se non distinguono gli odori dei loro nemici? Che cos’è l’amicizia, questo strano e nuovo sentimento che Terry prova per Anitra e che sente ricambiato? Nella “foresta di metallo”, ovvero in un deposito di macchine agricole, che pulsa come una foresta di alberi, Terry troverà la risposta a queste e altre domande.

La vita precedente di Terry è raccontata in una serie di suggestivi flashback che ci danno un’idea della vita dei mutaforme, ma allo stesso tempo sono un pretesto per affrontare uno dei temi tipici di Hoffmann: l’influenza e la forza dei rapporti familiari, sede di affetti ma anche trappola esistenziale.

weird_tales_1993sprIl secondo racconto s’intitola A séance. Breve ma denso, racconta di Buffy, una studentessa di giornalismo che vuole smascherare Mrs. Griffin, una medium che mette in contatto i suoi clienti con i familiari defunti. Buffy è convinta che sia una ciarlatana e le chiede una seduta spiritica, portando con se l’urna cineraria di un inesistente zio, come trabocchetto in cui far cadere la medium. Tutto il racconto è intessuto di una gustosa e sottile ironia, e ci porta a un finale a sorpresa di incantevole inventiva.

Il terzo racconto ha un titolo quasi più lungo del racconto stesso: Where the sun stays for the winter. É comunque il mio preferito dei 5. Ancora in prima persona, racconta del dodicesimo compleanno di Mila, una ragazzina adottata anni prima da una famiglia di agricoltori locandieri. Quest’anno il suo regalo è particolare: sua madre le ha detto che lo troverà “dove il sole si ferma per l’inverno.” Seguendo questa indicazione, quasi una formula magica, Mila sale su un melo, perché secondo suo padre “le mele hanno il sole dentro”…

Hoffmann tocca ancora una volta il tema della famiglia, dei suoi legami e della sua influenza, e usa qui uno stile palpitante e poetico, ricco di magia e stupore, evocando lo stupore e la magia dello sguardo infantile.

Valentines è il più breve e fulminante della raccolta. Nella cornice di uno scambio di regali per San Valentino, Hoffmann riesce a combinare insieme, in meno di una pagina, una banalità da baci Perugina, lo splatter più efferato e la poesia surrealista. Complimenti per l’accostamento.

Ceciley in the supermarket chiude la cinquina. Ceciley è una grassa casalinga che fa la spesa al supermercato, e qui viene corteggiata dal direttore del negozio, con suo grande stupore. L’ombra del marito Ralf, più volte menzionato dalla donna, non scoraggia lo spasimante… Questo breve interludio avrà un epilogo di sconcertante atrocità, sembrano suggerire le ultime parole del racconto. Ma Hoffmann appunto lo suggerisce, riuscendo a mantenere un insolito e suggestivo equilibrio fra ironia, allusività e horror estremo.

Mario Luca Moretti